Archivi di Stato. Venga a prendere il caffè da noi.

Qui si parla di: realtà virtuale e realtà reale, il caffè col biscottino e le pennette, lo SVUF Studioso Virtuale Unificato Finto

Provate a immaginare di essere uno studioso. Un ricercatore. Non importa di che livello: studente che fa la tesi, dottorando in storia moderna, storico locale, ordinario di medievale, non importa. Immaginate di essere impegnato in una ricerca sui fondi di un piccolo archivio di provincia.

Tutte le mattine varcate la soglia dell’istituto e vi viene incontro sorridente un custode. “Buongiorno dottore, dormito bene? Lo prende un buon caffè prima di cominciare? Magari con un biscottino?”

E poi immaginate di entrare in sala di studio dove vi accoglie l’archivista. Il vostro amico archivista. “Oh ciao carissimo come va? Anche oggi al lavoro? Senti, se ti serve una mano per la schedatura o per qualche trascrizione, non fare complimenti, d’accordo? Fai un fischio e io arrivo. Sempre a disposizione!”

E poi vi accomodate al tavolo di studio e da lì a poco arriva il commesso con i pezzi richiesti. “Ecco qui dotto’, le cinque cartelle che avete comandato. Date pure un’occhiata con vostro comodo. Se vi serve altro non c’è che da dirlo. A proposito, vi fermate a pranzo? Oggi cuciniamo certe pennette..”.

Questa naturalmente è fantasia. Di una mente instabile che gioca coi numeri. Però. Però non posso non figurarmi che in molti istituti il rapporto tra dipendenti e utenti funzioni un po’ in questo modo. Diciamo personale.

Dei nostri centotrentaquattro (134) istituti, archivi di stato e sezioni staccate, venti registrano meno di 500 presenze l’anno. Alla grossa vuol dire due clienti al giorno. La somma delle presenze in sala studio di questi archivi è di 6248, il personale conta 197 unità, l’introg (rapporto presenze/personale) è pari a 31. Un terzo della media nazionale.

C’è di più. Di questi istituti, sei contano individualmente meno di 260 presenze l’anno, una al giorno. La somma delle loro presenze è pari a 1055. Il personale è di 75 unità. Introg uguale a 14.

Attenzione ai numeri. Duecentosessanta presenze l’anno. Tradotto in immagini concrete vuol dire che un solo utente al giorno varca le porte della sala di studio. In media. Ora noi non sappiamo se questa media sia data dalla presenza di dieci utenti per ventisei giorni ciascuno o tredici per venti giornate. E se ci siano più presenze nella stessa giornata. E non sappiamo nemmeno se siano studenti che fanno la tesi, dottorandi in storia moderna, storici locali, ordinari di medievale. O un po’ di tutte queste figure insieme.

Potremmo persino immaginare che ci sia una finzione statistica che potremmo chiamare lo SVUF, studioso virtuale unificato finto. Dello SVUF non sappiamo nulla. Se non un dettaglio di non poco conto. Ciascuno di questi sei istituti impiega una media di 12,5 persone. Dodici persone e mezzo al servizio di uno SVUF.

E non vuoi aggiungerci un caffè col biscottino. O le pennette?