Par di capire che sia alle viste un rinnovo delle cariche nostrane. Mi auguro che i rappresentanti del direttivo proseguano perchè hanno bene operato. Anche se qualche faccina nuova non guasterebbe.
Indipendentemente da chi sarà eletto, vorrei sottoporre ai futuri direttivi – nel senso membri del direttivo – qualche punto di promemoria.
La scarsa partecipazione alle occasioni che riguardano la vita della associazione - per ultimo l’appuntamento romano - non mi sembra un bel segnale. C’è un difetto di coinvogimento.
Ora, può essere pure che noi truppa si sia un pò troppo svogliati e persino un pò gaglioffi, ma può anche essere che i capintesta non comunichino al meglio. Suggerirei dunque qualche modesta innovazione.
Si potrebbe, ad esempio, rendere aperte le riunioni del direttivo. E pubblicizzarle con i potenti mezzi della telematica.
Si dovrebbe renderne noti gli esiti (delle riunioni intendo) sempre attraverso i potenti mezzi. No, non sto pensando alla pubblicazione di pallosissimi verbali ma solo ad un elenco delle decisioni prese. Giusto perchè la truppa sia informata e se per caso qualcuno ha da dir qualcosa lo possa fare a ragion veduta.
Sarebbe bello anche produrre resoconti delle iniziative. Che so: al seminario pincopallo erano presenti in ventinove, alla presentazione di tiziocaio si son fatti vedere in tre ma hanno discusso assai, alla festa saran stati millanta però il vino era cattivo. Cose minime. Mi rendo tuttavia conto che questa attività comporta un lavoro, di presenza e di scrittura, che non si può chiedere ad una associazione di volontari.
Ciò che invece si può chiedere è che siano resi pubblici i bilanci: le ipotesi di preventivo e i ragguagli consuntivi. Il povero borsellino di ANAI non può suscitare appetiti di sorta, ma questa non è una buona ragione per omettere la pubblicità dei conti. E poi chissà mai che a qualcuno non venga una botta di genio per uscire dalla micragna.
Ce lo abbiamo il web due, usiamolo.
Questi i punti che riguardano, per così dire, il metodo: “come si fa per…”. Quanto al merito, cioè al “cosa fare”, toccherà discurere di programmi. Magari un’altra volta va’.