Letture. La strega e il crocifisso. Radici cristiane o cristianizzate? Di Paolo Portone.

Qui si parla di: ricerca storica, sincretismo e tolleranza religiosa, monoteismo e politeismo, streghe ed evangelizzatori.

Si può fare della buona saggistica senza sedere su una qualche cattedra di un qualche ateneo? A dare un’occhiata a tanti testi di autori, anche assai reclamizzati, verrebbe qualche dubbio.

Paolo Portone è un ricercatore che lavora fuori dai ranghi accademici ma questo suo La strega e il crocefisso appartiene a quella categoria di opere che hanno tutte le carte in regola sul piano della serietà e della affidabilità. Il tema è piuttosto impegnativo poiché ha visto cimentarsi generazioni e generazioni di studiosi: il rapporto tra le religioni, tra le religioni e il potere, tra le religioni e le culture popolari in una prospettiva più che bimillenaria.

Nell’antica Roma non esiste la tolleranza religiosa. Esiste semplicemente la possibilità per tutte le credenze di esprimersi liberamente. E magari di influenzarsi reciprocamente, di mischiarsi, di arricchirsi vicendevolmente. E’ il sincretismo. Il concetto di tolleranza è contiguo a quello di sopportazione: si tollera una idea (ma anche persona o un fenomeno) che si ritiene errata. La tolleranza è prossima al fastidio e quando questo supera un certo limite la si può revocare. Il Cristianesimo diventa culto ammesso con Costantino, ma è solo con Teodosio che diventa religione di Stato. Assai poco tollerante. Soprattutto nei confronti delle antiche convinzioni politeiste i cui templi vengono chiusi e i cui adepti perseguitati in un furore conversionistico sconosciuto in precedenza. Perché, come noto, al di fuori del credo nell’unico vero Dio non c’è salvezza. E tuttavia la plurisecolare azione di proselitismo dei cristiani non arriva a coprire l’intero territorio. Nelle campagne profonde, nelle valli, nelle aree marginali lontane dei centri urbani permangono aree assai consistenti dove sopravvive la religione dei padri, la magia rurale, collegata ai riti e ai ritmi della vita agreste. La strega adoratrice del demonio rappresenta, in una certa fase storica, l’emblema di ciò che va sradicato. A questa azione frontale se ne affianca però un’altra che vede gli evangelizzatori cercare di sovrapporre e sostituire le figure cristianesimo, la divinità una e trina, la vergine, i santi, a quelle della antiqua religio.

Dritto al centro del problema circa le presunte “radici cristiane” dell’Occidente. Una prosa nitida, pulita, che enuncia argomenti magari già noti rispetto ai quali però opera una sintesi intelligente supportata da un ragguardevole apparato bibliografico.

Paolo Portone, La strega e il crocefisso. Radici cristiane o cristizzate?, Castel Negrino, 2008

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