Il contratto della mela

dicembre 3, 2011

Avrete letto, immagino, del documento contrattuale che sancì la nascita di Apple, aprile 1976. Una copia dell’atto andrà all’asta da Sotheby’s settimana prossima. Leggi il seguito di questo post »

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Ne sentivamo la mancanza.

settembre 28, 2011

Dalle nostre parti i tradizionali – e un pò stantii – museiarchiviebiblioteche si tosano a piene mani. A Bruges, o Brugge, (Belgio) hanno addirittura il Museo della patata fritta. Dal 2008.


Quando gli archivi fanno male

maggio 31, 2011

Come tutti anche io ho un archivio. Dove sono accumulate, in malo ordine, scartoffie di lavoro, di casa, delle figlie et cetera. Leggi il seguito di questo post »


La rieducazione in archivio.

gennaio 28, 2011

Durante la rivoluzione culturale cinese gli intelletuali deviazionisti venivano spediti nei campi a zappare. Per rieducarsi.

All’ Istituto professionale Parma di Saronno, scuola con una alta concentrazione di birichini, gli alunni sospesi vengono spediti ai “lavori socialmente utili come imbiancare le aule delle scuole, riordinare gli archivi del Comune o assistere gli operai nella manutenzione degli edifici pubblici” (“Il giorno”, 28 gennaio).

Tosti eh quelli dell’istituto di Saronno?


Toh, siamo terra di cultura.

agosto 6, 2010

Avrete letto, immagino. Il versante italiano di Monte San Giorgio, giacimento di fossili, è la settima bandierina dei siti riconosciuti dall’UNESCO piantata sul territorio di Lombardia. Questo riconoscimento ci consegna il primato nazionale per numero di siti in stupefacente vantaggio su altre nobili terre quali la Toscana delle città d’arte, la Sicilia delle antichità greche e del barocco, Roma caput mundi.

Alcune dichiarazioni, giustamente gongolanti, di amministratori lombardi sottolineano l’importanza della settima bandierina e rivendicano leadership culturale. Siamo mica soltanto la patria degli affari e del laurà. Speriamo se ne ricordino anche quando sarà il momento di allestire il bilancio e di distribuire i tagli che ci regala la recente finanziaria.

Le statistiche non entusiasmano. Uno studio di alcuni anni fa collocava la spesa pro capite in cultura della Lombardia al penultimo posto nella scala delle regioni italiane. Però, pare, produciamo cose buone. Consoliamoci: spendiamo poco ma con oculatezza.


Riceviamo e volentieri pubblichiamo su “L’arte scomparsa”.

aprile 14, 2010

Maria fa la storica dell’arte e l’archivista. O viceversa. Comunque se ne intende. Sul tema dell’arte scomparsa mi ha scritto e io, ringraziando, pubblico.

“E’ vero quello che scrivi: gli artisti italiani sono rappresentativi  a livello internazionale fino alle soglie dell’Ottocento. L’Ottocento, forse, se non dico sciocchezze, rappresenta in qualche modo il momento del sorpasso dell’arte europea su quella italiana.

Già nel Seicento artisti olandesi e spagnoli hanno cominciato a darci del filo da torcere (Rubens, Vermeer, Velasquez), ma la perfezione del disegno, il virtuosismo della prospettiva, la proporzione sono stati appannaggio nostro per secoli ed era difficile acciuffarci, eravamo troppo avanti.

Gli altri però non si arresero  e continuarono a lavorare: il loro momento giunse quando l’avvento dell’industrializzazione (a scuola davano sempre la colpa all’industrializzazione!), o comunque, il nascere della cività moderna, rese desueto il linguaggio classico dell’arte italiana e l’espressione diventò un valore che superava quello della forma. Noi rimanemmo ancorati alla forma (vedi Hayez) e non eravamo preparati all’espressione (anche se qualcuno come Caravaggio ci aveva pur provato per tempo!): ci sembrava sguaiata, inopportuna, indecorosa, scomposta. Così siamo rimasti indietro e, come osservavi tu, nei musei questo si capisce benissimo.”


Di sole, faccioni e auto blu.

febbraio 20, 2010

Oggi era uno di quei giorni rari in cui è possibile, attraversando il Po, ammirare il profilo delle Alpi, a Nord, e quello degli Appennini, dall’altra parte. Leggi il seguito di questo post »