Sesamo/sesami. 2

dicembre 6, 2008

Facciamo dunque l’ipotesi che possiamo cominciare ad immaginare il nuovo Sesamo. Sarà alla sua quinta stagione, durerà quattro o cinque anni e quindi arriverà in scioltezza alla maggiore età.

L’eventuale nuovo prodotto mi interessa in una duplice veste: come uno che ora si occupa di programmmazione, e deve dunque stare attento alla collocazione coerente del nuovo software all’interno del sistema, e come uno che ha praticato, e che gli piacerebbe tornare a praticare, l’archivistica e dunque deve tenere d’occhio la praticità d’uso.

Comincio a definire il profilo di Sesamo 5 parlando nelle vesti di uno che si occupa di programmazione (ma no che non me la tiro).

Il nuovo Sesamo dovrà garantire:
Adesione agli standard di descrizione e di presentazione
Trasparenza rispetto ai sistemi di cumulazione, soprattutto a SIUSA che è quello utilizzato in Lombardia
Output dei dati che siano immadiatamente pubblicabili sulle pagine dei singoli enti o istituti
Possibilità di pubblicare i dati sulla piattaforma ICA Atom

Aggiungo, a proposito di ICA Atom, che troverei di buon senso poterlo utilizzare  e, se si dovesse decidere di potenziarlo ad esempio mettendo mano allo sviluppo di qualche modulo,  condividerlo con la comunità internazionale. Sì, lo troverei decisamente di buon senso.

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Pubblicazioni in rete. Uno strumento furbo.

novembre 6, 2008

Si parla degli archivi e dei modi di farli conoscere. Uno è il web, guarda un pò. E uno dei modi di usare il web per far conoscere gli archivi è di pubblicarne le descrizioni. E per pubblicare le descrizioni è stato di recente approntato uno strumento che sembra piuttosto furbo, si chiama ICA ATOM. Una piattaforma libera e liberamente utilizzabile nella quale inserire le descrzioni dei propri archivi.  Per farli conoscere. La encomabile iniziativa è dovuta ad ICA, vulgo Consiglio Internazionale degli archivi.

Grazie a ICA ATOM chiunque può andare sull’apposito sito (http://ica-atom.org/), digitare le sue descrizioni e pubblicarle, con poca fatica e nulla spesa. Astuto vero? Assai apprezzato sarebbe che anche le istituzioni nazionali seguissero l’esempio. Speriamo